sabato 30 ottobre 2010

Ritratti enormi sui muri di tutto il mondo

dalla serie "Women are Heroes" - Kibera, Nairobi, Kenya - 2008, photo by JR

E' notizia di questi giorni che l'artista francese che si nasconde dietro lo pseudonimo JR ha vinto il TED Prize 2011.
Il fotografo esibisce le sue opere nella più grande galleria del mondo, sopra i tetti di agglomerati urbani di paesi del terzo mondo, sulle facciate di baraccopoli sparse un po' in tutto il pianeta.
Il Technology Entertainment Design (TED) si pone l'obiettivo di dare visibilità ad idee originali che puntano "a cambiare il mondo".

mercoledì 27 ottobre 2010

la mia bella brutta effimera polaroid

"fuga nel sogno" (da Grido silenzioso), 2009, Sandro Rafanelli

A volte guardo queste immagini e mi sembrano tutte belle o... tutte brutte.
Vi racconto perché le nuove istantanee sono una fuga nel sogno.

Dopo la funesta decisione della casa madre di non produrre più rullini per le polaroid, forse come una sorta di riscossa è nata questa moda delle finte polaroid, immagini puramente digitali ma elaborate con effetti che simulano le vecchie stampe istantanee, nei loro pregi e difetti, dove proprio l'esaltazione di quest'ultimi diventa il segno distintivo.
Poi arrivano le hipstamatic, fotografie realizzate con un'applicazione per iPhone che simula la resa di una vasta gamma di vecchie pellicole e macchine fotografiche.

domenica 24 ottobre 2010

l'architettura impossibile

dalla serie "fictions" di Philip Dujardin

L'architettura impossibile ma verosimile di Philip Dujardin (www.filipdujardin.be) oltre a stupirci per il realismo dei suoi rendering di stampo prettamente fotografico, ci impone una riflessione sul paesaggio e come l'architettura si insedia su di esso.
Sempre più le archistar stampano il loro marchio distintivo su edifici sorprendenti, ma la loro attenzione nel disegno è spinta sempre più a cercare la sorpresa e li distrae dalla funzionalità che dovrebbero avere questi nuovi mausolei.

giovedì 21 ottobre 2010

le trasformazioni camaleontiche di Liu Bolin

Liu Bolin è un artista cinese che dipinge il suo corpo per simulare il paesaggio retrostante. Quindi si fotografa nell'ambiente mimetizzandosi con esso.
Con un punto di vista studiato e una divertente (e sicuramente impegnativa) ricostruzione dei fondali, dissimula la realtà ritraendosi e quindi nascondendosi. Un miscuglio di fotografia, pittura e body art che lo impegna fino a dieci ore per la preparazione.


Liu Bolin
"Io sto fermo ma c'è una protesta silenziosa, la protesta per la sopravvivenza, la protesta contro lo stato delle cose. Il mio lavoro è una sorta di promemoria, per ricordare alle persone ciò che la comunità in cui viviamo sembra davvero.

lunedì 18 ottobre 2010

dal buco della serratura

"la soglia", Sandro Rafanelli, 2010

Nel cinema erotico di Tinto Brass si spiava dal buco della serratura l'oggetto del desiderio. La serratura diventava un impedimento e al tempo stesso un accrescimento dell'eccitazione voyeristica.
Il soggetto, lo spogliarello oltre la fessura, era dunque il piacere che si amplificava attraverso la separazione e il sapere di non esser visti.

venerdì 15 ottobre 2010

la merda e la morte

l'escremento di McCarthy

L'ultima biennale della scultura di Carrara a mio avviso è stata davvero divertente e stimolante.
Voglio parlare principalmente di due opere prima delle altre, non perché più importanti o belle (anzi), ma perché sono le più simboliche. Sul resto ci tornerò sicuramente, perché sto preparando un lavoro con gli scatti che ho riportato e la stessa testata di questo blog è un frammento di quella esperienza.

La gigantesca cacca in travertino scuro di Paul McCarthy e il monumento funebre a Bettino Craxi di Maurizio Cattelan.

mercoledì 13 ottobre 2010

Cina, Foxconn e la rete per gli operai

Quando un'immagine racconta più di mille parole.
courtesy of REUTERS/Jason Lee

Guardate con attenzione questa fotografia.
Si tratta dello stabilimento cinese della Foxconn a Langfang, che costruisce componenti elettronici per Apple, HP e Dell. Un operaio passa sotto queste grandissime reti che sono state recentemente installate fuori dalla struttura.

domenica 10 ottobre 2010

la guerra con l'IPhone

photo by David Guttenfelder

Prima o poi doveva succedere e alla fine è successo.
Il titolo potrebbe far pensare a qualche nuova trovata di marketing della casa di Cupertino, ma qui si tratta proprio di quella guerra, quello spettacolo cruento e atroce che non si osserva certo con piacere.

David Guttenfelder, fotoreporter statunitense di Associated Press, segue i soldati americani in Afghanistan, racconta la loro vita nelle azioni di guerra e nei momenti di relax. Fin qui non sarebbe una notizia, ma lui lo fa con un comunissimo iPhone, utilizzando un'applicazione per trasformare le immagini in vecchie polaroid.

venerdì 8 ottobre 2010

la fotografia in corto

Concedetemi un po' di promozione, d'altronde è tutto fatto in casa!

Per chi fosse interessato, a Roma, domenica 10 ottobre a partire dalle ore 10 presso l'Istituto Superiore Antincendi (via del Commercio, 13a) si terrà la proiezione dell'associazione culturale PhotoCompetition, in occasione del festival Fotoleggendo.

Cinque "cortometraggi" di fotografi molto diversi tra loro (Emanuele Nardoni, Alessia Cerqua, Sergio Sbardellati e ci sono anch'io) che presentano lavori coinvolgenti.
Partendo dalla più americanizzata provincia italiana (Italian redneck), passando per l'indagine di una città complessa come Berlino (Metropolis) si finisce per lasciarsi ammaliare dal fascino del Rajasthan o dall'amara riflessione di "Piccole vite", per poi uscire turbati dall'incontro ravvicinato con "The Cameroun Game".

Vi aspetto a Roma.


video

martedì 5 ottobre 2010

la distanza a Private Flat

Segnalo la mia esposizione al festival di arte contemporanea Private Flat, che si svolgerà a Firenze nei giorni 8-9-10 ottobre.
Giunta alla 6° edizione, si tratta di una manifestazione con artisti italiani e internazionali che espongono in spazi privati, le case dei curatori o degli stessi artisti, senza alcun finanziamento pubblico.

"morire a metà" dalla serie "la distanza", 2010, Sandro Rafanelli

Il lavoro si intitola La distanza, si compone di 12 fotografie, in mostra una selezione di 8 pannelli.

domenica 3 ottobre 2010

Le fasi della vita di un fotografo

Qualche giorno fa mi sono imbattuto su un grafico davvero divertente, che descrive le fasi della vita di un fotografo.

E' spassoso ma anche terribilmente vero (!) constatare come varia nel tempo la percezione delle proprie capacità e del valore di quello che si realizza in relazione alle reali conoscenze. Si potrebbe applicare anche ad altre discipline.
Alla prima fase, dedicata ai fiori e gatti (ci siamo passati tutti...), in cui si pensa di essere dei Mapplethorpe nati, segue la prima batosta, poi la nuova fiducia nelle proprie possibilità, photoshop, i vari siti di condivisione foto e il culmine con "la fase HDR" che fa sentire di nuovo dei talenti.